Congregazione del SS.mo Crocefìsso

Questa congregazione risulta istituita da mons. de Rueda il 27.4.1642 e godeva di speciali indulgenze ottenute per breve apostolico "sub dat. Romae apud S.Petrum" del 15.10.1643 (Montoya, p.l27-l28v.). Era retta "a Patre Sacerdote ab ill.mo destinatum ad sui arbitrium amovibile" ed amministrava i "sodales", che erano circa 50, "pars maior...fabri lignarii, ex illis, qui conficiunt dolia, vulgo Bottari". Era organata in una cappella nelle vicinanze della confraternita di Santa Maria del Cassopo, come ci attesta la visita di Mons. Massa del 1653 (c.72), su quel tratto del bastione di S.Francesco d'Assisi in cui un tempo erano state erette le cappelle di S.Maria della Nova, di San Salvatore e della Madonna della Fascioteca. (Cappelle queste tutte "ruinate" per la violenza del mare). La Cappella del SS.mo Crocefisso, che il Montoya descrive a tetto "sub fornice" e con le pareti aggredite da "umiditate irreparabili", aveva "tabulatum pro musica" sul controprospetto, di fronte all'altare. Riferimento devozionale era un'immagine "in pariete depicta D.ni N.ri Jesu Christi satis devota" su di un muro laterale della cappella che il Vescovo ritrovò "in ligno depicta cum radiis circum circa" (Montoya c.l28), nel 1715, invece, collocata sull'altare, unitamente ad una tela con l’immagine della Vergine e a sei statue lignee "SS.Protectorum". Lungo le pareti laterali erano callocati "sedilia lignea pro sodalibus cum genuflexoris" e al controprospetto, addossato alla parete e tra le due porte di ingresso, "sedile distinctum"(Filomarini c.304r.) "pro ufficialibus, inter quos principe locum tenet Pater Congregationis"(Montoya c. l 281).


La congregazione del Crocefisso amministrava, nel 1715, anche la confraternita di S.Angelo "a quibus (sodalibus) quolibet anno creatus Prior pro gubernanda dicta Ecclesia (S.Angeli)"(Filomarini c.286r.). E' certo che la furia del mare rovinò la cappella del Crocefisso costringendo la congregazione a trasferirsi in S.Angelo, dove i "sodales" stettero fino al 1751. In quell'anno, presumibilmente, fu terminata la fabbrica del nuovo Oratorio e aperta al culto la chiesa, a lato del monastero dei Domenicani, realizzata da Ortenzio Preite su disegni di Carlo Multò, tenente di artiglieria presso il regio Castello di Gallipoli. Di ciò danno ampia ed esatta documentazione M.Cazzato (Cr. Appendice p.) e le manoscritte annotazione del parroco Occhilupo (BPL, Memoria dell'antichità della città di Gallipoli, MS 76c.90).
Vent'anni dopo la congregazione riformulò l'antico statuto, provvisto di regio assenso il 9.6.1777, che risulta così epigrafato: "Regole da osservarsi dalli fratelli mastri bottari congregati sotto il titolo del SS.mo Crocefisso e sotto l 'insegna del Santo Angelo Custode della Città di Gallipoli".

Abito confraternale:
Muller -p.306, "sacco di tela bianca e mozzetta di colore celeste avente l'effige del SS.mo Crocefisso e di S.Michcle Arcangelo".
Ravenna:p.401, "sacco col cappuccio di tela bianca, e la mozzetta color torchino".
ACG, 1929, Ricorso della Confr. delle Anime contro le congr. del SS.mo Crocefisso per il cambiamento di colore dell'abito dei Confratelli (Cat. VII, f. 39).
Barbino, p.982, "saio rosso, mozzetta celeste e cappuccio rosso".

 

Brano tratto dal volume "CIVITAS CONFRATERNALIS. Le confraternite a Gallipoli in età barocca"
di Elio Pindinelli e Mario Cazzato.
Edito da Mario Congedo Editore.

Webmaster: Clemente MANCO

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